Protezione Civile, Circolare del Dipartimento Nazionale. Le funzioni vietate al volontariato

protezione-civile-gare-ciclisticheIl Capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale – con circolare prot. DPC/CG/0018461 del 10/03/09 (pubblicata in G.U. n°87 del 15/04/09) – ha ricordato che è vietato alle Associazioni di Protezione Civile lo svolgimento di attività diverse da quelle “volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio,al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l’emergenza connessa agli eventi” (art.3.1 della l. 225/1992) precisando che la materia di protezione civile è chiaramente distinta e non sovrapponibile rispetto a quella dell’ordine pubblico e sicurezza (art. 117 Cods., secondo e terzo comma)”

Pertanto stante l’inequivocabile assetto normativo qualunque Associazione non può svolgere attività attinente all’ordine pubblico e sicurezza, quale, appunto, a titolo di esempio, dirigere il traffico veicolare (o presidiare, monitorare, sorvegliare o vigilare che dir si voglia).

Il Capo della Protezione Civile nazionale ha prescritto come lo svolgimento di attività diverse da quelle così previste per legge importa la radiazione dell’iscrizione dai registri o albi di Protezione Civile (come previsto dalla più volte citata circolare prot. DPC/CG/0018461 del 10/03/09 (in G.U. n°87 del 15/04/09) e, ancora peggio, in taluni casi la denuncia per violazione degli art. 316-bis c.p. e/o art. 498 c.p. (come evidenziato dalle circolari prot. DPC/CG/008137 del 09/02/2007 e prot. DPC/CG/0016525 del 11/03/2008).

Essendo che la Protezione civile non e’ annoverata tra gli organi di POLIZIA STRADALE i cui compiti e funzioni sono ben delineati dagli art. 11 e 12 del vigente C.d.S., i suoi appartenenti non possono assolutamente svolgere servizi di viabilità’ né utilizzare mezzi, divise, stemmi, palette o qualsiasi oggetto riconducibile alla Protezione Civile e/o finanziati in parte o in totale da Enti Pubblici per scopi di Protezione Civile. I volontari di Protezione Civile non sono assolutamente autorizzati a svolgere determinati servizi e NESSUNO può’ affidare loro queste funzioni,

RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI:

Art. 347 Codice Penale: Usurpazione di funzioni pubbliche Chiunque usurpa una funzione pubblica o le attribuzioni inerenti a un pubblico impiego e’ punito con la reclusione fino a due anni. Alla stessa pena soggiace il pubblico ufficiale o impiegato il quale, avendo ricevuto partecipazione del provvedimento che fa cessare o sospendere le sue funzioni e le sue attribuzioni, continua ad esercitarle. La condanna importa la pubblicazione della sentenza

Art. 11 – Codice della Strada: Servizi di polizia stradale 1. Costituiscono servizi di polizia stradale: a) la prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale; b) la rilevazione degli incidenti stradali; c) la predisposizione e l’esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico; d) la scorta per la sicurezza della circolazione; e) la tutela e il controllo sull’uso della strada. 2. Gli organi di polizia stradale concorrono, altresì, alle operazioni di soccorso automobilistico e stradale in genere. Possono, inoltre, collaborare all’effettuazione di rilevazioni per studi sul traffico.

3. Ai servizi di polizia stradale provvede il Ministero dell’interno, salve le attribuzioni dei comuni per quanto concerne i centri abitati. Al Ministero dell’interno compete, altresì, il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati.

4. Gli interessati possono chiedere agli organi di polizia di cui all’art. 12 le informazioni acquisite relativamente alle modalità dell’incidente, alla residenza ed al domicilio delle parti, alla copertura assicurativa dei veicoli e ai dati di individuazione di questi ultimi.

Art. 12 Codice della Strada: Espletamento dei servizi di polizia stradale 1. L’espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta: a) in via principale alla specialità’ Polizia Stradale della Polizia di Stato; b) alla Polizia di Stato; c) all’Arma dei carabinieri; d) al Corpo della guardia di finanza; d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell’ambito del territorio di competenza; e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza; f) ai funzionari del Ministero dell’interno addetti al servizio di polizia stradale; f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto. 2. L’espletamento dei servizi di cui all’art. 11, comma 1, lettere a) e b), spetta anche ai rimanenti ufficiali e agenti di polizia giudiziaria indicati nell’art. 57, commi 1 e 2, del codice di procedura penale.

3. La prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale e la tutela e il controllo sull’uso delle strade possono, inoltre, essere effettuati, previo superamento di un esame di qualificazione secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione: a) dal personale dell’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Dipartimento per i trasporti terrestri appartenente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e dal personale dell’A.N.A.S.; b) dal personale degli uffici competenti in materia di viabilità’ delle regioni, delle province e dei comuni, limitatamente alle violazioni commesse sulle strade di proprietà’ degli enti da cui dipendono; c) dai dipendenti dello Stato, delle province e dei comuni aventi la qualifica o le funzioni di cantoniere, limitatamente alle violazioni commesse sulle strade o sui tratti di strade affidate alla loro sorveglianza; d) dal personale delle Ferrovie dello Stato e delle ferrovie e tranvie in concessione, che espletano mansioni ispettive o di vigilanza, nell’esercizio delle proprie funzioni e limitatamente alle violazioni commesse nell’ambito dei passaggi a livello dell’amministrazione di appartenenza; e) dal personale delle circoscrizioni aeroportuali dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito delle aree di cui all’art. 6, comma 7; f) dai militari del Corpo delle capitanerie di porto, dipendenti dal Ministero della marina mercantile, nell’ambito delle aree di cui all’art. 6, comma 7.

3-bis. I servizi di scorta per la sicurezza della circolazione, nonché’ i conseguenti servizi diretti a regolare il traffico, di cui all’articolo 11, comma 1, lettere c) e d), possono inoltre essere effettuati da personale abilitato a svolgere scorte tecniche ai veicoli eccezionali e ai trasporti in condizione di eccezionalità’, limitatamente ai percorsi autorizzati con il rispetto delle prescrizioni imposte dagli enti proprietari delle strade nei provvedimenti di autorizzazione o di quelle richieste dagli altri organi di polizia stradale di cui al comma 1.

4. La scorta e l’attuazione dei servizi diretti ad assicurare la marcia delle colonne militari spetta, inoltre, agli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa delle Forze armate, appositamente qualificati con specifico attestato rilasciato dall’autorità’ militare competente.

5. I soggetti indicati nel presente articolo, eccetto quelli di cui al comma 3-bis, quando non siano in uniforme, per espletare i propri compiti di polizia stradale devono fare uso di apposito segnale distintivo, conforme al modello stabilito nel regolamento.

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Fonte ItnNews

Soccorso, volontari contro Austostrade: “No al pedaggio per le ambulanze”

 

ambulanza_640Articolo dell’Aprile 2014

I volontari della sanità e del soccorso minacciano lo sciopero. “Siamo 200mila e con 5000 ambulanze garantiamo il 70 per cento del soccorso sanitario nazionale. E se ci fermassimo per un giorno?”. Una provocazione lanciata da Misericordie e Pubbliche Assistenze, esasperate dall’ennesimo ostacolo burocratico e non solo: anche le ambulanze pagheranno il pedaggio autostradale, a meno che non siano – ma devono certificarlo – in servizio di soccorso (leggi la notifica di Autostrade per l’Italia). Esclusi dall’esenzione, a logica, i trasporti di disabili, dialisi e oncologici. Il cambiamento sarebbe dovuto partire già da febbraio. Ma, in una nota diffusa oggi dalla società Autostrade per l’Italia, si legge che “le attuali convenzioni in scadenza con le associazioni di volontariato saranno prorogate fino al primo luglio 2014”.

Non ci stanno i volontari, che scenderanno in piazza al grido di “Fermi tutti!” giovedì 3 aprile, a Roma, davanti a Montecitorio. “Siamo scioccati, è un paradosso, è assurdo, l’ennesimo dei cavilli burocratici che ostacolano il volontariato e tolgono entusiasmo a persone che dedicano il loro tempo in maniera gratuita per il bene della comunità” tuona Roberto Trucchi, presidente della Confederazione nazionale delle Misericordie.

“RENZI PENSI ANCHE ALLE RIFORME” PER NOI”. Arriveranno da tutta Italia per manifestare a Roma. “Volevano venire in tanti, ma abbiamo dovuto frenare un po’ perché bisogna comunque garantire il servizio” spiega Trucci a ilfattoquotidiano.it. Quella dello sciopero, al momento, infatti, resta solo una provocazione, una minaccia. Al governo e al Parlamento le associazioni dei volontari chiedono però varie riforme urgenti. “Proprio questo governo e in particolare il presidente del Consiglio Matteo Renzi sembrano avere fretta di fare tante riforme – aggiunge il presidente delle Misericordie – Al contrario, il volontariato lo stanno rallentando, quasi fermando. Mi auguro che non sia una cosa voluta, ma che tra i tanti problemi che ci sono nel Paese il governo semplicemente non abbia prestato attenzione alla nostra questione”.

“Le ambulanze dovranno giustificarsi dimostrando di essere in servizio, magari con un barellato a bordo? E poi i volontari delle nostre segreterie dovranno perdere fior di tempo a rendicontare i servizi e i pedaggi per ricevere chissà quando un rimborso?” si chiede Trucchi. In sostanza, Autostrade per l’Italia ha deciso di interpretare in modo più restrittivo la norma e decidere che le ambulanze devono dimostrare di essere in pieno servizio di soccorso. L’autostrada rimarrebbe gratuita solo per i soccorsi di emergenza, ma non, ad esempio, per i trasporti di disabili, oncologici e dializzati. Per dimostrare di essere passati dal casello per effettuare un soccorso, i volontari dovranno fare un’autocertificazione, che sarà comunicata dalle associazioni ad Autostrade tramite un’apposita piattaforma web che la società metterà in piedi a proprie spese.

Come ricorda Fabrizio Pregliasco, presidente di Anpas, le ambulanze sono costrette sempre di più a muoversi in fretta in autostrada, a causa dei tagli dei presidi ospedalieri voluti dalla razionalizzazione. “Le distanze tra utenti e ospedali sono aumentate” ricorda Pregliasco. Rendendo quasi obbligatorio il transito in autostrada. E’ di febbraio, ad esempio, la notizia di una mamma di Fivizzano (Massa Carrara) che ha partorito in ambulanza al casello autostradale cercando di raggiungere l’ospedale più vicino, quello di La Spezia. Ed è proprio in Liguria che la novità voluta da Autostrade sta facendo più discutere. I volontari sono sul piede di guerra e minacciano di boicottare il pedaggio. Stando a quanto riporta la Stampa, secondo il vicepresidente nazionale di Anpas Ilario Moreschi le ambulanze si rifiuteranno di pagare e sarà un giudice a decidere chi ha ragione.

Ma la misura non interesserebbe solo la Liguria, come precisa Andrea Del Bianco, direttore della confederazione nazionale delle Misericordie: “La disdetta della convenzione riguarda l’intera rete autostradale. In Liguria il caso emerge maggiormente in quanto l’autostrada è spesso l’unica via praticabile, come in altre aree montane”.

I FURBETTI DEL CASELLO. Perché Autostrade per l’Italia ha deciso di cambiare l’interpretazione della norma? “Al fine di evitare gli abusi accertati” fa sapere la società. “Ma i casi evidenziati di impiego di Telepass su auto private – ribatte Del Bianco – sono numericamente irrilevanti rispetto alla mole complessiva dei Telepass concessi: anche perché noi stanghiamo pesantemente chi sgarra, non solo facendo pagare i transiti contestati, ma ritirando immediatamente all’associazione tutti i Telepass in suo possesso, non solamente quello incriminato. Si tratta – conclude – di una interpretazione legittima, purtroppo, come lo è però anche la interpretazione estensiva fino ad oggi adottata. Ma in tempi di crisi evidentemente tutto fa”.

“Sia Anpas che noi – spiega ancora Del Bianco – abbiamo cercato sia una soluzione politico-giuridica con il Ministero, ricevendo rassicurazioni dallo stesso ministro Lupi, sia una soluzione tecnica con società Autostrade, ma l’unica proposta è sempre stata solo un meccanismo complicatissimo e comunque solamente per interventi di soccorso in atto, praticamente insignificante”.

L’INTERROGAZIONE DI FI: “LEGGE DA CAMBIARE”. Per richiamare l’attenzione sul trasporto sanitario, il 19 marzo il senatore Pietro Liuzzi (Fi) ha fatto un’interrogazione ai ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture e della Salute, chiedendo se intendano “adottare provvedimenti per modificare l’art. 373 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e la circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 3973 del 5 agosto 1997 in materia di esenzione del pedaggio autostradale per una maggiore specificazione della definizione di veicoli “adibiti al soccorso”. Il decreto cui fa riferimento il senatore prevede che siano esentati dal pagamento del pedaggio i veicoli delle associazioni di volontariato solo nei casi in cui stiano prestando soccorso. Fanno eccezione i veicoli della Croce Rossa: quelli passano sempre gratis. E la circolare del 1997 ribadisce lo stesso concetto: sono esentati solo i veicoli che stiano effettuando un servizio di soccorso. Niente servizi socio-sanitari alla persona, insomma.

Tra le richieste dei volontari, oltre al rinnovo della convenzione con Autostrade, c’è anche l’abrogazione del tetto dei 4 milioni di euro ricevuti dal 5 per mille. “Con il tetto perdiamo molti dei soldi che gli italiani vogliono destinare a noi” denuncia Trucchi. Infine la questione del servizio civile. “Vogliamo – continua il presidente delle Misericordie – che anche gli stranieri residenti in Italia possano svolgerlo e che la sua durata sia fissata in modo chiaro e definitivo a un anno. Voglio che sia chiaro che non stiamo protestando per difendere un nostro interesse, ma per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini”.

Anpas ha 110 anni e raccoglie 876 pubbliche assistenze con 268 sezioni in tutte le regioni italiane. E’ attiva nell’emergenza sanitaria e nelle attività sociosanitarie e di protezione civile con 2700 ambulanze, 500 mezzi di protezione civile e 100mila volontari. La sostengono 700mila soci. Ente accreditato di prima classe, ha più di 800 sedi di servizio civile nazionale. Mentre a confederazione nazionale delle Misericordie riunisce più di 700 confraternite che contano circa 670mila iscritti, di cui più di 100mila impegnati attivamente in opere di carità. Anpas e le Misericordie garantiscono più del 70 per cento del trasporto sanitario ordinario e di emergenza e urgenza in Italia.

Fonte ilfattoquotidiano.it

Trasporto sanitario, l’Europa dice no allo strapotere delle associazioni di volontariato

DSC017337Ci risiamo, altra tegola sul mondo del soccorso e del volontariato del soccorso italiano. La Corte di giustizia europea rischia di rivoluzionare gli affidamenti del trasporto sanitario, che in Italia è quasi esclusivo appannaggio del volontariato. Il tema era già sollevato nel 2007 dall’Europa apre un nuovo scenario nel mondo del volontariato e mostra sempre più quanto sia necessaria una riorganizzazione totale del sistema nazionale. A fronte di una causa che vede coinvolte la Asl 5 «Spezzino», l’Anpas della Liguria e la Regione Liguria contro le cooperative sociali San Lorenzo e Croce Verde Cogema, ecco il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea Nils Wahl.

Secondo l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea Nils Wahl,  il governo regionale, così come le pubbliche assistenze, sostiene che le onlus a cui viene affidato il trasporto sanitario, non esercitando alcuna attività economica e godendo solo di rimborsi spese, non possono essere qualificate come imprese (o, per meglio dire, «operatori economici») ai sensi del diritto dell’Unione. Una posizione che in parte contrasta col principio affermato sempre dalla Corte di giustizia europea, III sezione, nella sentenza del 29 novembre 2007, secondo la quale le associazioni di volontariato possono essere considerate imprese ai sensi delle disposizioni del Trattato europeo relative alla concorrenza.

Le conclusioni di Wahl sono piuttosto chiare. Secondo gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE e la direttiva 2004/18/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio (31 marzo 2004) relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, «ostano a una norma nazionale ai sensi della quale, in caso di aggiudicazione di appalti per la fornitura di servizi di trasporto sanitario, sia prevista l’attribuzione in via prioritaria alle associazioni di volontariato, senza nessuna forma di gara e stabilendo soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute».

In poche parole il volontariato deve essere messo sullo stesso piano di tutti gli altri operatori economici.

Fonte ItnNews

Regione Friuli, ai veicoli di Protezione Civile targhe speciali.

targhe-automezzi-protezione-ciileCi risiamo ennesimo spreco da parte di una regione ed in questo caso stiamo parlando della Regione che ha dato i natali al volontariato di Protezione Civile ma che in questa circostanza ha davvero esagerato. Facebdo riferimento alla legge del 1992 che ridisegnava in nuovo codice della strada e introduceva il formato DPC per i mezzi del Dipartimento di Protezione Civile ha ben pensato di estendere tale immatricolazione a tutti i mezzi dei Gruppi di Protezione Civile e della Forestale della Regione Autonoma  Centinaia di auto, fuoristrada, camioncini, persino imbarcazioni in dotazione alla Protezione civile o al Corpo forestale dopo un lungo percorso angryideas.com/dev/centsignsOPTIMISED/?p=online-casino-canada iniziato nel 2010 e bocciato dal Ministero dei Trasporti nel 2011 è arrivata una nuova delibera che mette in atto il piano.

45.000,00 euro spesi per una sola funzione estetica, di apparenza soprattutto perché nessuna legge del Governo Nazionale ne richiedeva l’adozione L’assessore Paolo Panontin motiva così connect with us il provvedimento:

”Lo scopo è quello di fare in modo che i mezzi tecnici siano facilmente riconoscibili e che il loro utilizzo sia esclusivamente per company info finalità specifiche. E’ necessario pure che i conducenti abbiano un patentino ad hoc. Ritengo che l’operazione del cambio delle targhe si concluderà nei prossimi mesi, i mezzi interessati sono davvero tanti”.

Nella delibera si è voluto sottolinea che “al fine di esplicare le proprie funzioni operative, sia la Protezione civile regionale che il Corpo forestale sono dotati di mezzi di servizio che attualmente sono immatricolati e targati alla motorizzazione civile come comuni mezzi privati e free casino il personale che li utilizza possiede una comune patente di guida, relativa alla portata e tipologia di ciascun mezzo”.
La Regione  Friuli “evidenzia la necessità, data la specificità di tali mezzi e della loro operatività, di provvedere a una immatricolazione particolare degli stessi e alla relativa filiera degli accertamenti e controlli tecnici”.

Che dire? In una fase di poca chiarezza su cosa stia diventando la Protezione Civile, sulle insistenti voci di un riordino totale del servizio di soccorso e sulla incessante richiesta di miglia di volontari di dar vita ad un sistema che unificandosi alle organizzazioni europee dia vita ad un nuovo Dipartimento Nazionale che coordini, gestisca e formi tutti i volontari del soccorso era così necessario sperperare una cifra simile?

Personalmente la trovo una mossa per aumentare ancor più l’egocentrismo di molti volontari che adesso si sentiranno ancora più super uomini solo per i fatto di guidare un mezzo con una targa speciale! Dite che esagero? Non penso!

In conclusione ringrazio la Regione Friuli che avvalla sempre di più la mia teoria che le Regioni a Statuto Speciale siano una voragine di denaro e che sia molto facile fare i brillanti qua do ha pagare per i loro voli pindarici sono sempre gli altri

Fonte ItnNews

Brescia, arriva il numero unico europeo per le emergenze 112. Gestirà 5 province

numero-unico-112In vista dell’attivazione a Brescia del Numero Unico di Emergenza Europeo (Nue) 112, alla Caserma San Gaetano di via Spalti San Marco si aprono le selezioni per il personale. Faranno capo a Brescia anche Cremona, Sondrio, Mantova e Lodi. Il modello è Varese, dove si registrano 5.500 chiamate al giorno, tutte filtrate: solo il 40% viene inoltrato al nucleo competente per funzione e territorio. Gli operatori sono formati per rispondere in modo «umano» e professionale, e soprattutto per rispondere «sempre – sottolinea Zoli -, di media in 5 secondi, il tempo di uno squillo. Qualora il contatto venga interrotto l’utente viene richiamato, ed è una cosa che a oggi non esiste».

Fonte ItnNews

Alessandro Nervi nuovo Colonnello Carabinieri Gruppo di Ostia, il colonnello Adamo lascia dopo 4 anni“

sandro Nervi nuovo Colonnello Carabinieri Gruppo di Ostia

carabinieri-berrettoIl colonnello Giovanni Adamo, comandante del Gruppo Carabinieri di Ostia, lascia la guida del Gruppo di Ostia dopo 4 anni per andare a ricoprire il ruolo di comandante del Comando provinciale di Sassari, incarico prestigioso in un’area sensibile.

Il presidente del X Municipio Andrea Tassone, il presidente del consiglio municipale Tonino Ricci e l’intero consiglio saluteranno domani, 11 settembre 2014, il comandante del Gruppo Carabinieri di Ostia, colonnello Giovanni Adamo, nel corso della seduta dell’aula consiliare, fissata alle ore 9.30.

“Tantissimi sono stati i successi investigativi del colonnello Giovanni Adamo – ha ricordato il presidente Tassone – Per il Gruppo Carabinieri di Ostia sono stati quattro anni di intenso lavoro, dove sono stati scardinati sistemi criminali, contrastati i reati predatori con una rinnovata attenzione verso l’entroterra del X Municipio di Roma Capitale e la lotta alla criminalità organizzata. Ringrazio a nome del X Municipio e a nome di tutta la cittadinanza il colonnello Giovanni Adamo e porgo i miei migliori auguri per la nuova e prestigiosa destinazione”.

Il colonnello Adamo, 47 anni, sposato, è padre di due figli: il primogenito di 5 anni è nato a Washington, dove il colonnello ricopriva l’incarico di addetto militare; la secondogenita di 2 anni è nata invece all’ospedale Grassi di
Ostia, motivo che legherà per sempre il colonnello Adamo a questo territorio per cui ha profuso grande impegno.

Il successore del colonnello Adamo alla guida del Gruppo Carabinieri di Ostia è il tenente colonnello Alessandro Nervi, proveniente dal Comando generale dei Carabinieri di Roma, che presto sarà salutato dalle autorità istituzionali.

Fonte notizia OstiaToday

CARABINIERI:OGGI 13 Luglio 2014 RICORRE IL “VERO” BICENTENARIO A TORINO.

bicentenario.jpgOggi 13 luglio 2014, a Torino hanno luogo, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, del Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, del Sindaco di Torino, Piero Fassino, e di una rappresentanza del COCER, le manifestazioni celebrative del “Bicentenario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri”.

Si perché il “vero” bicentenario ricorre effettivamente oggi. La Festa dell’Arma viene usualmente festeggiata il 5 giugno, giornata in cui, nel 1920, è stata decretata la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’eroica partecipazione dei Carabinieri al conflitto mondiale.
In realtà il Corpo dei Reali Carabinieri fu istituito con la legge reale del 13 luglio 1814 (“Regie Patenti”) a Torino da Vittorio I di Savoia re di Sardegna con lo scopo di fornire al regno un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie.
Ecco lo spot che celebra, mediante fotografie, immagini e ricordi, i 200 anni dell’Arma dei Carabinieri

https://www.youtube.com/watch?v=zzj99T40FWU

Fonte:Infodifesa.it

Bicentenario dell’Arma dei Carabinieri 5-6 Giugno 2014

DSC_0679“È stata dura ma ce l’abbiamo fatta” riportando una famosa frase di una celebre pubblicità. Sono stati due giorni di intensa attività da parte di tutte le forze in campo iniziando dall’organizzazione del Comando Generale dell’Arma all’Associazione Nazionale Carabinieri.

DSC_0001Il giorno 5 Giugno sono iniziate le manifestazioni con la posa della bandiera presso il museo storico dell’Arma dei Carabinieri sito in piazza Risorgimento. Sono successivamente proseguite nel pomeriggio  in piazza di Siena  iniziando dallo schieramento dei vari reparti dell’arma per terminare con il famoso Carosello storico dell’Arma dei carabinieri. Per l’associazione e in particolare i nuclei di protezione civile, è stata un’organizzazione di colossale portata in quanto dalla mattina del 5 sono stati predisposti posti medici avanzati nelle zone dove era in programma l’avvenimento. Molte le sezioni ANC partecipanti tra cui la più lontana, quella Australiana, la sezione Belga e Svizzera, nonchè molte sezioni da diverse parti d’Italia.

DSC_0413Per i nuclei di soccorso sanitario sono state messe in campo 10 ambulanze, 2 PMA, 1 auto medica e 4 motociclette allestite per un primo soccorso. Fondamentale è stato il supporto del nucleo 1° di Valle del chiese (Brescia) che con i loro mezzi, materiale e personale DSC_0313qualificato, ha contribuito alla copertura totale delle emergenze collaborando con il 116°nucleo”Roma Litorale”. Anche l’Arma stessa ha messo in campo personale medico a supporto e in aiuto dei nuclei di soccorso sanitario.  Sono stati dislocati per l’occasione, operatori e mezzi  di diversi nuclei di protezione civile di tutta Italia: Lombardia,Toscana, Ligura, Campania, Lazio per citarne alcune, tra le zone di piazza del Popolo, piazza di Siena e piazza San Pietro. Un’imponente presenza affinchè tutto procedesse nel migliore dei modi, cosi come è avvenuto. Un’organizzazione impeccabile quella dell’Associazione Nazionale Carabinieri, compresa quella serale del concerto  della banda dell’Arma dei Carabinieri  gestita dal 4° nucleo “Roma1”.

Il tutto per confermare il motto dell’Arma dei Carabinieri

“NEI SECOLI FEDELE”

 

Ufficio stampa 116° nucleo protezione civile “Roma Litorale”

Associazione Nazionale Carabinieri

 

 

 

LA MONETA DEL BICENTENARIO DEI CARABINIERI, UN’INIZIATIVA PER POCHI FORTUNATI

moneta bicentenario.jpgAll’Istituto poligrafico zecca dello Stato non capita tutti i giorni. Non succede insomma che una moneta vada esaurita nel giro di poche, pochissime settimane.

Eppure per la moneta del bicentenario dell’Arma dei carabinieri è accaduto. Si tratta di una moneta commemorativa che riporta al dritto la bella immagine della famosissima opera di Antonio Berti (1973) “Pattuglia di carabinieri nella tormenta” con i due militari avvolti nel mantello intenti a procedere contro il vento. Un’immagine di grande carica emotiva che benissimo sposa lo spirito di un’Arma fondata nel 1814 e che quest’anno come detto celebra un anniversario atteso e preparato – anche attraverso lo storico calendario – negli ultimi 4 anni.  Il folder venduto negli uffici della zecca, con moneta in versione fior di conio , era stato prodotto in 20mila esemplari, già esauriti da giorni. Il prezzo di vendita era di 12 euro. La versione proof, ampiamente la più pregiata, era stata venduta nel tradizionale cofanetto in 5mila pezzi, praticamente esauriti nel giro di pochissimi giorni anche per un prezzo di vendita (20 euro) ampiamente accessibile.

Insomma una pregevole iniziativa, peccato che i carabinieri, almeno non tutti e non adeguatamente, fossero stati informati. Una scarsa promozione dell’iniziativa sfociata in una delibera del Consiglio di Base di Rappresentanza del Legione Lazio, che ha raccolto il dissenso di tantissimi carabinieri ignari dell’esistenza della moneta. In particolare – riferisce il delegato Co.Ce.R Giuseppe La Fortuna – pur di conservare il ricordo dell’evento in questione molti carabinieri si sono rivolti ad un mercato parallelo dove purtroppo è possibile comprare le monete ad un prezzo di gran lunga superiore, incentivando, quindi, spregevoli speculazioni.

Fonte notizia: infodifesa.it

Monumento commemorativo del “Bicentenario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri”

Nel 2014 ricorrerà il Bicentenario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Sarà realizzato un monumento che riprodurrà la celebre opera del Maestro Berti “I Carabinieri nella tormenta”.

DSC00586_TormentaAlla realizzazione e alla posa dell’opera, il cui costo è stimato in € 700.000 circa, hanno fino ad ora fornito il loro sostegno 7.941 Comuni e 99 tra associazioni, enti e privati cittadini.
Allo stato, sui 2 c/c accesi dall’Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri presso le Poste Italiane e la Banca Nazionale del Lavoro, risultano versati € 635.463,93, in conseguenza di 3.555 delibere comunali e 99 donazioni di privati e associazioni.
Al termine verranno pubblicati gli interi importi ricevuti con la documentazione delle relative spese effettuate.

A testimonianza della vicinanza tra le Comunità e i Carabinieri, il presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia (A.N.C.I.) ha inviato una lettera a tutti i Sindaci, invitandoli a partecipare al progetto.

Per ulteriori delucidazioni si rinvia alla pagina dedicata sul sito dell’A.N.C.I..

Le coordinate bancarie per l’eventuale donazione da parte di Comuni, Associazioni, Enti o privati sono le seguenti:

BANCA NAZIONALE DEL LAVORO – DIPENDENZA DI ROMA COM. CC
C/C N. 8787 PRESSO 6387 ROMA COM. CC
INTESTATO A: ENTE EDITORIALE PER L’ARMA DEI CARABINIERI
PIAZZA DI SAN BERNARDO N. 109
00187 ROMA
IBAN: IT28 E010 0503 3870 0000 0008 787

POSTE ITALIANE
C/C POSTALE 001006505497
INTESTATO A: ENTE EDITORIALE PER L’ARMA DEI CARABINIERI
PIAZZA DI SAN BERNARDO N. 109
00187 ROMA
IBAN: IT 51 V 07601 03200 001006505497

CAUSALE: CONTRIBUTO ALLA REALIZZAZIONE DEL MONUMENTO AL BICENTENARIO DALLA FONDAZIONE DELL’ARMA DEI CARABINIERI.

Elenco Comuni che hanno già aderito all’iniziativa.

Fonte notizia www.carabinieri.it