La Protezione Civile si potenzia. Al via i corsi di formazione per 1200 tra volontari e personale regionale

Schermata-2015-01-20-alle-12.15.19Parte il nuovo Piano formativo rivolto al personale dell’Agenzia della Protezione Civile e agli operatori delle 420 associazioni di volontariato iscritte negli elenchi della Regione Lazio.

“Con questi corsi – commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – coinvolgeremo oltre 1.200 operatori con l’obiettivo di creare una base comune di conoscenze, di capacità, di modalità operative, di procedure condivise, consentendo, in tal modo, agli operatori volontari di protezione civile di acquisire competenze sempre più qualificate. Questo per poter operare nel modo migliore e in piena sicurezza negli scenari emergenziali in cui sono chiamati ad operare e per assumere una migliore consapevolezza del ruolo della Protezione Civile nella società”.

A partire da questa settimana verranno svolte 25 edizioni da 8 ore del corso “Sicurezza del volontariato”, in cui saranno coinvolte almeno 900 unità, che ha per obiettivo la tutela della salute e della sicurezza degli operatori di Protezione civile che operano sui diversi contesti e scenari emergenziali con attività di soccorso di supporto e assistenza alla popolazione: dai terremoti alle alluvioni. Contemporaneamente al centro polifunzionale di Caprarola si terranno la terza e la quarta edizione del corso di “Elicooperazione” di 8 ore, che coinvolgerà oltre 200 volontari di protezione civile, e che consentirà agli operatori di comprendere come operare negli scenari di emergenza di antincendio boschivo (AIB) che prevedono l’impiego dell’elicottero.

Si è svolta sabato scorso invece la seconda edizione del corso “Tecniche di gestione dei campi d’accoglienza”, che ha coinvolto in totale 70 operatori volontari. Il corso ha avuto luogo nella sede della Direzione Regionale del Lazio e nella Scuola di Formazione Operativa dei Vigili del Fuoco di Montelibretti dove i corsisti si sono avvalsi anche della professionalità nell’allestimento dei campi si soccorso dei vigili del fuoco.

Il piano formativo che l’Agenzia di protezione civile sta attuando ha avuto inizio nei mesi di novembre e dicembre 2014 con la realizzazione di due edizioni del corso “Tecniche ed interventi sui beni culturali” e ha coinvolto almeno 70 volontari che hanno potuto acquisire le tecniche e le procedure per la rimozione, la catalogazione, l’imballaggio e il trasporto delle opere d’arte dagli edifici pregevoli per arte e storia lesionati da evento sismico.

Fonte: RomaReport.it

Se il problema sono i volontari: la risposta del Dipartimento della Protezione Civile

“Quello di questi giorni è un dibattito superato dal tempo: il volontariato oggi garantisce quantità e qualità di intervento unica“: la risposta di Roberto Giarola (DPC) all’intervista del segretario FNS CISL Roberto Mannone

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Riportiamo l’intervento di Roberto Giarola, dirigente servizio volontariato e coordinatore affari giuridici e legislativi del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, intervenuto alla trasmissione di Radio1 Voci del Mattino in seguito alle dichiarazioni del segretario FNS CISL Roberto Mannone al quale anche Anpas ha dato una risposta

Non c’è evento in cui gli italiani non abbiano potuto misurare concretamente la grandissima capacità di intervento e la professionalità raggiunta dal volontariato. Il volontariato è una delle componenti fondamentali del nostro sistema come tutte le altre componenti.

Quello emerso negli ultimi giorni è un dibattito superato dal tempo perché è irrealistico oggi presumere che il sistema pubblico faccia tutto da solo quando i margini di recupero, di efficienza nell’attività delle componenti pubbliche sono macroscopici.

Il volontariato oggi garantisce quantità e qualità di intervento unica: è una delle parti del nostro sistema di protezione civile, una delle particolarità ammirata all’estero e più imitata. Vengono in Italia anche da paesi extraeuropei per capire come funziona e come si è integrata nel sistema.

È una grandissima ricchezza salvata su una caratteristica del migliore spirito italiano: la capacità di intervento in solidarietà e in questo lo valorizziamo.

Il volontario di protezione civile svolge compiti e ambiti di attività sui quali vigili del fuoco non operano e capacità di far lavorare insieme queste componenti è l’obiettivo che riesce sempre: c’è tanta collaborazione tra le due parti e integrazione nei lavori di svolgere.

Il volontariato si occupa anche di interventi di altissima professionalità:non pensiamo al volontariato di protezione civile come persone che fanno cose facili. Fanno cose impegnative che richiedono preparazione addestramento, qualificazione sulla quale questa gente investe molto tempo.

L’addestramento significa sottrarre fine settimana alle proprie famiglie, significa impegnarsi su fronti con altissime professionalità: interventi subacquei, alle attività che curano le radiocomunicazioni in emergenza, gli interventi di assistenza alla popolazione, al soccorso in montagna o in grotta

La riforma della Protezione civile. La norma di protezione civile è stata codificatea nel 1992, ma da allora è stata modificata molte volte con una serie di interventi parziali o settoriali, a volte sotto la spinta dell’emotività legata ad un evento o ad una calamità particolare.

Oggi questo testo ha forti incoerenze interne per questo è necessario un intervento sistematico con una visione generale per ripartire rimettendo in fila i concetti positivi che nella nostra legge ci sono e che hanno fatto della protezione civile italiana una delle protezioni civili più efficaci a livello non solo europeo.

I principi fondamentali della legge sono validi a partire da quello chiave che protezione civile è un servizio nazionale, un sistema con diverse componenti e strutture dove ognuno concorre con le sue capacità e professionalità. La visione complessiva del sistema, della filiera dell’evento dalla previsione a l’intervento in emergenza al superamento dell’emergenza è ancora valido ancora oggi. Ciò che serve è una revisione di una serie di disposizioni organizzative e gestionali che sono state modificate nel tempo. Un intervento di revisione, ma non dei principi.

Fonte Anpas

Arma dei Carabinieri. Il nuovo Comandante Generale è il Generale Tullio Del Sette.

tullio-del-sette-comandante-generale-carabinieriIl generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette è il nuovo comandate generale dell’Arma dei Carabinieri. Lo ha annunciato su Twitter il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ringrazia per l’operato svolto il comandante uscente, Leonardo Gallitelli. – Il già pensionato Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli “salvatore” di Roma.

«Carabinieri, grazie al Gen. Gallitelli per l’eccellente lavoro svolto. Auguri e buon lavoro al Gen. Del Sette #culturadelladifesa». Questo il tweet del ministro Pinotti.

Fonte: IlMessaggero.it

Protezione Civile di Roma Capitale. Cristina D’Angelo è il nuovo direttore

Schermata-2014-11-10-alle-16.36.20I migliori auguri di buon lavoro a Cristina D’Angelo, che da oggi guiderà la Protezione Civile di Roma Capitale”, dichiarano il sindaco Marino e l’assessore all’Ambiente e Rifiuti Estella Marino. “Siamo certi”, proseguono, “che saprà affrontare questo delicato incarico con competenza e rigore. Le ondate di maltempo, che negli ultimi anni hanno interessato sia il Paese che la Capitale, chiamano gli enti pubblici ad uno sforzo sempre maggiore di organizzazione per prevenire i danni al territorio e ai cittadini. Un sentito ringraziamento va invece al direttore uscente della Protezione Civile del Campidoglio, Mario Vallorosi, per il lavoro svolto con grande competenza e passione, assieme agli straordinari volontari del corpo”, concludono.

Fonte: Romareport.it

Avviso di Criticità idrogeologica ed idraulica regionale

10/11/2014 – 

logoreglazionuovoSulla base delle previsioni disponibili, della situazione meteo in atto e dello stato di saturazione del suolo,

il Centro Funzionale Regionale ha emesso un Avviso di Criticità idrogeologica ed idraulica regionale, valido dalle ore 16.00 del 10 novembre 2014 e per le successive 24-32 ore, valutando i seguenti livelli di criticità sulle Zone di Allerta della Regione Lazio:

Codice Arancione per rischio idrogeologico localizzato su Bacini Costieri Nord (A);

Codice Giallo per rischio idrogeologico localizzato su Bacini Costieri Sud (F), Bacino Medio Tevere (B), Roma (D).

E’ stato altresì diramato un Allertamento del sistema di protezione civile regionale (Bollettini, Avvisi, AllertamentiZone di Allerta di appartenenza dei vari Comuni della Regione Lazio).

I possibili effetti al suolo associati ai diversi livelli di criticità sono consultabili nella

Tabella degli Scenari di criticità idrogeologica ed idraulica.

Per informazioni è attivo il Numero Verde del CFR: 800.276570.

Protezione civile: Gabrielli, e’ stata costantemente depotenziata

images(AGI) – Roma, 29 ott. – “Si e’ progressivamente messo mano a un depotenzionamento della Protezione civile” con una serie di interventi legislativi dall’approccio “ragionieristico”. Lo ha affermato Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione civile nel corso delle audizioni davanti alle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato, riguardo alla recente alluvione che ha colpito la Liguria e i territori di Parma e Grosseto. “Non sono Ponzio Pilato – ha ribadito -.
Io applico le leggi che fate voi. Se vogliamo cambiare le regole del gioco, sono pienamente d’accordo. Ma in democrazia il Parlamento fa le leggi e noi funzionari le applichiamo. Oggi ci avete dato un tir con un motore di una cinquecento, se ci aiutate ad aumentare la carburazione, possiamo farla funzionare meglio”.
“Spesso si dice che si spende piu’ per l’emergenza che per la prevenzione. Ma non e’ assolutamente vero. Di fatto si e’ riequilibrata la situazione: non si spende per la prevenzione e non si spende per l’emergenza. Ormai da anni – ha continuato Gabrielli – i cittadini che patiscono un evento calamitoso, non solo non hanno visto il becco di un quattrino, ma non hanno la benche’ minima certezza di quel che accadra’ in futuro. E dover dire questo quando incontro cittadini e amministratori locali e’ l’amarezza piu’ grande”. (AGI) Eli .

MALTEMPO, ALLERTA METEO: ANCORA TEMPORALI FORTI AL CENTRO NORD. CRITICITA’ ROSSA IN LIGURIA

primo-piano_allerta-meteo Centro nord

Una perturbazione di origine atlantica determinerà nelle prossime ore un nuovo sensibile peggioramento delle condizioni meteorologiche che continuerà a coinvolgere le regioni centro-settentrionali del Paese. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, quindi, un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso nella giornata di ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L’avviso meteo prevede il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e successivamente in Umbria con quantitativi localmente molto elevati sulla Liguria centro-orientale, sull’appennino emiliano, sulla Toscana centro-settentrionale e sui settori settentrionali di Piemonte e Lombardia. Dalla tarda mattinata di domani le precipitazioni interesseranno anche Veneto e Friuli Venezia Giulia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per oggi criticità rossa per rischio idrogeologico localizzato su Liguria centrale ed orientale, criticità arancione, per rischio idraulico diffuso, su Lombardia occidentale e parte del Piemonte e per rischio idrogeologico su Lombardia centrale e di Nord-Ovest; criticità gialla, invece, è prevista su Liguria orientale, Friuli Venezia Giulia, parte del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Lazio. Per la giornata di domani, poi, è previsto il persistere della criticità rossa sulla Liguria cui si aggiungono i settori settentrionali della Lombardia, di quella arancione per rischio idraulico diffuso su Lombardia occidentale e parte del Piemonte e per rischio idrogeologico su Lombardia, Toscana e parte del Veneto; la criticità, infine, sarà gialla su Liguria orientale, Friuli Venezia Giulia, parte del Trentino Alto Adige, della Valle d’Aosta, della Lombardia, del Piemonte, del Veneto, dell’Emilia Romagna, della Toscana e del Lazio. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

fonte: Protezione Civile Nazionale

Protezione Civile, Circolare del Dipartimento Nazionale. Le funzioni vietate al volontariato

protezione-civile-gare-ciclisticheIl Capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale – con circolare prot. DPC/CG/0018461 del 10/03/09 (pubblicata in G.U. n°87 del 15/04/09) – ha ricordato che è vietato alle Associazioni di Protezione Civile lo svolgimento di attività diverse da quelle “volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio,al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l’emergenza connessa agli eventi” (art.3.1 della l. 225/1992) precisando che la materia di protezione civile è chiaramente distinta e non sovrapponibile rispetto a quella dell’ordine pubblico e sicurezza (art. 117 Cods., secondo e terzo comma)”

Pertanto stante l’inequivocabile assetto normativo qualunque Associazione non può svolgere attività attinente all’ordine pubblico e sicurezza, quale, appunto, a titolo di esempio, dirigere il traffico veicolare (o presidiare, monitorare, sorvegliare o vigilare che dir si voglia).

Il Capo della Protezione Civile nazionale ha prescritto come lo svolgimento di attività diverse da quelle così previste per legge importa la radiazione dell’iscrizione dai registri o albi di Protezione Civile (come previsto dalla più volte citata circolare prot. DPC/CG/0018461 del 10/03/09 (in G.U. n°87 del 15/04/09) e, ancora peggio, in taluni casi la denuncia per violazione degli art. 316-bis c.p. e/o art. 498 c.p. (come evidenziato dalle circolari prot. DPC/CG/008137 del 09/02/2007 e prot. DPC/CG/0016525 del 11/03/2008).

Essendo che la Protezione civile non e’ annoverata tra gli organi di POLIZIA STRADALE i cui compiti e funzioni sono ben delineati dagli art. 11 e 12 del vigente C.d.S., i suoi appartenenti non possono assolutamente svolgere servizi di viabilità’ né utilizzare mezzi, divise, stemmi, palette o qualsiasi oggetto riconducibile alla Protezione Civile e/o finanziati in parte o in totale da Enti Pubblici per scopi di Protezione Civile. I volontari di Protezione Civile non sono assolutamente autorizzati a svolgere determinati servizi e NESSUNO può’ affidare loro queste funzioni,

RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI:

Art. 347 Codice Penale: Usurpazione di funzioni pubbliche Chiunque usurpa una funzione pubblica o le attribuzioni inerenti a un pubblico impiego e’ punito con la reclusione fino a due anni. Alla stessa pena soggiace il pubblico ufficiale o impiegato il quale, avendo ricevuto partecipazione del provvedimento che fa cessare o sospendere le sue funzioni e le sue attribuzioni, continua ad esercitarle. La condanna importa la pubblicazione della sentenza

Art. 11 – Codice della Strada: Servizi di polizia stradale 1. Costituiscono servizi di polizia stradale: a) la prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale; b) la rilevazione degli incidenti stradali; c) la predisposizione e l’esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico; d) la scorta per la sicurezza della circolazione; e) la tutela e il controllo sull’uso della strada. 2. Gli organi di polizia stradale concorrono, altresì, alle operazioni di soccorso automobilistico e stradale in genere. Possono, inoltre, collaborare all’effettuazione di rilevazioni per studi sul traffico.

3. Ai servizi di polizia stradale provvede il Ministero dell’interno, salve le attribuzioni dei comuni per quanto concerne i centri abitati. Al Ministero dell’interno compete, altresì, il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati.

4. Gli interessati possono chiedere agli organi di polizia di cui all’art. 12 le informazioni acquisite relativamente alle modalità dell’incidente, alla residenza ed al domicilio delle parti, alla copertura assicurativa dei veicoli e ai dati di individuazione di questi ultimi.

Art. 12 Codice della Strada: Espletamento dei servizi di polizia stradale 1. L’espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta: a) in via principale alla specialità’ Polizia Stradale della Polizia di Stato; b) alla Polizia di Stato; c) all’Arma dei carabinieri; d) al Corpo della guardia di finanza; d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell’ambito del territorio di competenza; e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza; f) ai funzionari del Ministero dell’interno addetti al servizio di polizia stradale; f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto. 2. L’espletamento dei servizi di cui all’art. 11, comma 1, lettere a) e b), spetta anche ai rimanenti ufficiali e agenti di polizia giudiziaria indicati nell’art. 57, commi 1 e 2, del codice di procedura penale.

3. La prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale e la tutela e il controllo sull’uso delle strade possono, inoltre, essere effettuati, previo superamento di un esame di qualificazione secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione: a) dal personale dell’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Dipartimento per i trasporti terrestri appartenente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e dal personale dell’A.N.A.S.; b) dal personale degli uffici competenti in materia di viabilità’ delle regioni, delle province e dei comuni, limitatamente alle violazioni commesse sulle strade di proprietà’ degli enti da cui dipendono; c) dai dipendenti dello Stato, delle province e dei comuni aventi la qualifica o le funzioni di cantoniere, limitatamente alle violazioni commesse sulle strade o sui tratti di strade affidate alla loro sorveglianza; d) dal personale delle Ferrovie dello Stato e delle ferrovie e tranvie in concessione, che espletano mansioni ispettive o di vigilanza, nell’esercizio delle proprie funzioni e limitatamente alle violazioni commesse nell’ambito dei passaggi a livello dell’amministrazione di appartenenza; e) dal personale delle circoscrizioni aeroportuali dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito delle aree di cui all’art. 6, comma 7; f) dai militari del Corpo delle capitanerie di porto, dipendenti dal Ministero della marina mercantile, nell’ambito delle aree di cui all’art. 6, comma 7.

3-bis. I servizi di scorta per la sicurezza della circolazione, nonché’ i conseguenti servizi diretti a regolare il traffico, di cui all’articolo 11, comma 1, lettere c) e d), possono inoltre essere effettuati da personale abilitato a svolgere scorte tecniche ai veicoli eccezionali e ai trasporti in condizione di eccezionalità’, limitatamente ai percorsi autorizzati con il rispetto delle prescrizioni imposte dagli enti proprietari delle strade nei provvedimenti di autorizzazione o di quelle richieste dagli altri organi di polizia stradale di cui al comma 1.

4. La scorta e l’attuazione dei servizi diretti ad assicurare la marcia delle colonne militari spetta, inoltre, agli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa delle Forze armate, appositamente qualificati con specifico attestato rilasciato dall’autorità’ militare competente.

5. I soggetti indicati nel presente articolo, eccetto quelli di cui al comma 3-bis, quando non siano in uniforme, per espletare i propri compiti di polizia stradale devono fare uso di apposito segnale distintivo, conforme al modello stabilito nel regolamento.

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Fonte ItnNews

Soccorso, volontari contro Austostrade: “No al pedaggio per le ambulanze”

 

ambulanza_640Articolo dell’Aprile 2014

I volontari della sanità e del soccorso minacciano lo sciopero. “Siamo 200mila e con 5000 ambulanze garantiamo il 70 per cento del soccorso sanitario nazionale. E se ci fermassimo per un giorno?”. Una provocazione lanciata da Misericordie e Pubbliche Assistenze, esasperate dall’ennesimo ostacolo burocratico e non solo: anche le ambulanze pagheranno il pedaggio autostradale, a meno che non siano – ma devono certificarlo – in servizio di soccorso (leggi la notifica di Autostrade per l’Italia). Esclusi dall’esenzione, a logica, i trasporti di disabili, dialisi e oncologici. Il cambiamento sarebbe dovuto partire già da febbraio. Ma, in una nota diffusa oggi dalla società Autostrade per l’Italia, si legge che “le attuali convenzioni in scadenza con le associazioni di volontariato saranno prorogate fino al primo luglio 2014”.

Non ci stanno i volontari, che scenderanno in piazza al grido di “Fermi tutti!” giovedì 3 aprile, a Roma, davanti a Montecitorio. “Siamo scioccati, è un paradosso, è assurdo, l’ennesimo dei cavilli burocratici che ostacolano il volontariato e tolgono entusiasmo a persone che dedicano il loro tempo in maniera gratuita per il bene della comunità” tuona Roberto Trucchi, presidente della Confederazione nazionale delle Misericordie.

“RENZI PENSI ANCHE ALLE RIFORME” PER NOI”. Arriveranno da tutta Italia per manifestare a Roma. “Volevano venire in tanti, ma abbiamo dovuto frenare un po’ perché bisogna comunque garantire il servizio” spiega Trucci a ilfattoquotidiano.it. Quella dello sciopero, al momento, infatti, resta solo una provocazione, una minaccia. Al governo e al Parlamento le associazioni dei volontari chiedono però varie riforme urgenti. “Proprio questo governo e in particolare il presidente del Consiglio Matteo Renzi sembrano avere fretta di fare tante riforme – aggiunge il presidente delle Misericordie – Al contrario, il volontariato lo stanno rallentando, quasi fermando. Mi auguro che non sia una cosa voluta, ma che tra i tanti problemi che ci sono nel Paese il governo semplicemente non abbia prestato attenzione alla nostra questione”.

“Le ambulanze dovranno giustificarsi dimostrando di essere in servizio, magari con un barellato a bordo? E poi i volontari delle nostre segreterie dovranno perdere fior di tempo a rendicontare i servizi e i pedaggi per ricevere chissà quando un rimborso?” si chiede Trucchi. In sostanza, Autostrade per l’Italia ha deciso di interpretare in modo più restrittivo la norma e decidere che le ambulanze devono dimostrare di essere in pieno servizio di soccorso. L’autostrada rimarrebbe gratuita solo per i soccorsi di emergenza, ma non, ad esempio, per i trasporti di disabili, oncologici e dializzati. Per dimostrare di essere passati dal casello per effettuare un soccorso, i volontari dovranno fare un’autocertificazione, che sarà comunicata dalle associazioni ad Autostrade tramite un’apposita piattaforma web che la società metterà in piedi a proprie spese.

Come ricorda Fabrizio Pregliasco, presidente di Anpas, le ambulanze sono costrette sempre di più a muoversi in fretta in autostrada, a causa dei tagli dei presidi ospedalieri voluti dalla razionalizzazione. “Le distanze tra utenti e ospedali sono aumentate” ricorda Pregliasco. Rendendo quasi obbligatorio il transito in autostrada. E’ di febbraio, ad esempio, la notizia di una mamma di Fivizzano (Massa Carrara) che ha partorito in ambulanza al casello autostradale cercando di raggiungere l’ospedale più vicino, quello di La Spezia. Ed è proprio in Liguria che la novità voluta da Autostrade sta facendo più discutere. I volontari sono sul piede di guerra e minacciano di boicottare il pedaggio. Stando a quanto riporta la Stampa, secondo il vicepresidente nazionale di Anpas Ilario Moreschi le ambulanze si rifiuteranno di pagare e sarà un giudice a decidere chi ha ragione.

Ma la misura non interesserebbe solo la Liguria, come precisa Andrea Del Bianco, direttore della confederazione nazionale delle Misericordie: “La disdetta della convenzione riguarda l’intera rete autostradale. In Liguria il caso emerge maggiormente in quanto l’autostrada è spesso l’unica via praticabile, come in altre aree montane”.

I FURBETTI DEL CASELLO. Perché Autostrade per l’Italia ha deciso di cambiare l’interpretazione della norma? “Al fine di evitare gli abusi accertati” fa sapere la società. “Ma i casi evidenziati di impiego di Telepass su auto private – ribatte Del Bianco – sono numericamente irrilevanti rispetto alla mole complessiva dei Telepass concessi: anche perché noi stanghiamo pesantemente chi sgarra, non solo facendo pagare i transiti contestati, ma ritirando immediatamente all’associazione tutti i Telepass in suo possesso, non solamente quello incriminato. Si tratta – conclude – di una interpretazione legittima, purtroppo, come lo è però anche la interpretazione estensiva fino ad oggi adottata. Ma in tempi di crisi evidentemente tutto fa”.

“Sia Anpas che noi – spiega ancora Del Bianco – abbiamo cercato sia una soluzione politico-giuridica con il Ministero, ricevendo rassicurazioni dallo stesso ministro Lupi, sia una soluzione tecnica con società Autostrade, ma l’unica proposta è sempre stata solo un meccanismo complicatissimo e comunque solamente per interventi di soccorso in atto, praticamente insignificante”.

L’INTERROGAZIONE DI FI: “LEGGE DA CAMBIARE”. Per richiamare l’attenzione sul trasporto sanitario, il 19 marzo il senatore Pietro Liuzzi (Fi) ha fatto un’interrogazione ai ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture e della Salute, chiedendo se intendano “adottare provvedimenti per modificare l’art. 373 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e la circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 3973 del 5 agosto 1997 in materia di esenzione del pedaggio autostradale per una maggiore specificazione della definizione di veicoli “adibiti al soccorso”. Il decreto cui fa riferimento il senatore prevede che siano esentati dal pagamento del pedaggio i veicoli delle associazioni di volontariato solo nei casi in cui stiano prestando soccorso. Fanno eccezione i veicoli della Croce Rossa: quelli passano sempre gratis. E la circolare del 1997 ribadisce lo stesso concetto: sono esentati solo i veicoli che stiano effettuando un servizio di soccorso. Niente servizi socio-sanitari alla persona, insomma.

Tra le richieste dei volontari, oltre al rinnovo della convenzione con Autostrade, c’è anche l’abrogazione del tetto dei 4 milioni di euro ricevuti dal 5 per mille. “Con il tetto perdiamo molti dei soldi che gli italiani vogliono destinare a noi” denuncia Trucchi. Infine la questione del servizio civile. “Vogliamo – continua il presidente delle Misericordie – che anche gli stranieri residenti in Italia possano svolgerlo e che la sua durata sia fissata in modo chiaro e definitivo a un anno. Voglio che sia chiaro che non stiamo protestando per difendere un nostro interesse, ma per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini”.

Anpas ha 110 anni e raccoglie 876 pubbliche assistenze con 268 sezioni in tutte le regioni italiane. E’ attiva nell’emergenza sanitaria e nelle attività sociosanitarie e di protezione civile con 2700 ambulanze, 500 mezzi di protezione civile e 100mila volontari. La sostengono 700mila soci. Ente accreditato di prima classe, ha più di 800 sedi di servizio civile nazionale. Mentre a confederazione nazionale delle Misericordie riunisce più di 700 confraternite che contano circa 670mila iscritti, di cui più di 100mila impegnati attivamente in opere di carità. Anpas e le Misericordie garantiscono più del 70 per cento del trasporto sanitario ordinario e di emergenza e urgenza in Italia.

Fonte ilfattoquotidiano.it

Trasporto sanitario, l’Europa dice no allo strapotere delle associazioni di volontariato

DSC017337Ci risiamo, altra tegola sul mondo del soccorso e del volontariato del soccorso italiano. La Corte di giustizia europea rischia di rivoluzionare gli affidamenti del trasporto sanitario, che in Italia è quasi esclusivo appannaggio del volontariato. Il tema era già sollevato nel 2007 dall’Europa apre un nuovo scenario nel mondo del volontariato e mostra sempre più quanto sia necessaria una riorganizzazione totale del sistema nazionale. A fronte di una causa che vede coinvolte la Asl 5 «Spezzino», l’Anpas della Liguria e la Regione Liguria contro le cooperative sociali San Lorenzo e Croce Verde Cogema, ecco il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea Nils Wahl.

Secondo l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea Nils Wahl,  il governo regionale, così come le pubbliche assistenze, sostiene che le onlus a cui viene affidato il trasporto sanitario, non esercitando alcuna attività economica e godendo solo di rimborsi spese, non possono essere qualificate come imprese (o, per meglio dire, «operatori economici») ai sensi del diritto dell’Unione. Una posizione che in parte contrasta col principio affermato sempre dalla Corte di giustizia europea, III sezione, nella sentenza del 29 novembre 2007, secondo la quale le associazioni di volontariato possono essere considerate imprese ai sensi delle disposizioni del Trattato europeo relative alla concorrenza.

Le conclusioni di Wahl sono piuttosto chiare. Secondo gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE e la direttiva 2004/18/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio (31 marzo 2004) relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, «ostano a una norma nazionale ai sensi della quale, in caso di aggiudicazione di appalti per la fornitura di servizi di trasporto sanitario, sia prevista l’attribuzione in via prioritaria alle associazioni di volontariato, senza nessuna forma di gara e stabilendo soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute».

In poche parole il volontariato deve essere messo sullo stesso piano di tutti gli altri operatori economici.

Fonte ItnNews