Incendio a Ostia alle Acque Rosse

Incendio a Ostia, paura in via Acque Rosse: a fuoco il parco Clemente Riva
20150518_160859ll rogo si è sviluppato poco dopo le 14.30. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco e dei volontari del 116° Nucleo  A.N.C e dell’associazione vigili del fuoco in congedo  che hanno circoscritto le fiamme, spegnendole in pochi minuti bonificando poi tutta la zona interessata.

L’incendio ha interessato il parco Clemente Riva dietro la scuola delle Acque Rosse. Sono andate a fuoco le sterpaglie del parco che si trova alle spalle della scuola.

Nessun pericolo per i bambini che al momento dell’incendio si trovavano nell’istituto. I volontari del 116° nucleo e la Anvfc, sono rimasti fino al definitivo spegnimento e a bonificare tutta la zona,  affinche i bambini, ancora nell’istituto, non arrivasse del fumo, facendo cosi in modo di poter continuare a giocare all’interno della scuola stessa.

Sul posto anche gli uomini del X gruppo Mare che hanno chiuso al traffico via delle Acque Rosse e via delle Baleniere angolo via delle Azzorre.

 

UFFICIO COMUNICAZIONI PER L’ESTERNO
ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI
116° NUCLEO P.C.ROMA LITORALE
www.carabinieri.net

Protezione Civile del Lazio, c’è la cricca? Grave denuncia penale e contabile

297«Una cabina di regia occulta che coordinava con il Direttore dell’Area Volontariato – Enti Locali – Sala operativa la spartizione dei finanziamenti alle associazioni di Protezione Civile o la fornitura dei mezzi». Questo si legge nel dossier sulla Protezione Civile del Lazio finito sul tavolo della Procura della Repubblica di Roma e del Procuratore della Corte dei Conti regionale.

DENUNCIA TERREMOTO
Scarsa trasparenza, favoritismi, sprechi, controlli fantasma, piccoli clan tra associazioni “amiche” e altre boicottate, rimborsi e spese pagate senza verifiche, mezzi usati per scopi diversi da quelli per cui vengono dati e acquisiti. Questo il presunto scandalo su cui punta il dito il Consigliere regionale Fabrizio Santori. Non un semplice annuncio o il solito esposto che dice cose, senza esporsi in prima persona con una denuncia penale vera e propria.
L’aveva annunciato e l’ha fatto: il 3 marzo l’ha protocollata presso le due Procure, quella penale e quella contabile. Vicende e accuse sono certo tutte da verificare, ma la questione è pesante, visto che riguarda un settore strategico per la sicurezza dei territori e delle popolazioni. Settore nel quale opera un esercito di persone in gamba e serie. Nelle cui fila, però, ci sarebbe qualche pecora nera o qualche gregge intero furbetto e potrebbero scoppiare diversi bubboni, se è vero ciò che denuncia il Consigliere Santori. Il suo dossier è frutto di segnalazioni dall’interno, ossia da vari operatori della Protezione Civile laziale stanchi di subire presunte ingiustizie, vessazioni e di vedere messa a rischio l’operatività e l’efficacia della macchina degli interventi.

SISTEMA ‘OPACO’
Ecco in sintesi cosa dice la denuncia: oltre 6 milioni e 773mila euro dati dalla Regione Lazio, tra il 2011 e il 2013, «senza bando o criterio oggettivo, in assenza di qualunque criterio di trasparenza, senza tener conto delle peculiarità territoriale ma soprattutto, in molti casi, senza alcun obbligo di rendicontazione puntuale in capo alle associazioni». In effetti, secondo quanto riportato nella denuncia, Santori ha dovuto sudare e bussare non poco per ottenere certi documenti presso gli uffici della Regione, ricorrendo, per sapere avere informazioni, anche a controlli incrociati nei quali «venivano riscontrate numerose omissioni di documenti ed atti».
Singolare, poi, quando si è sentito rispondere dal Direttore della Sala operativa che per mero errore materiale non erano state inviate 13 determinazioni relative all’erogazione di ben un milione e 157mila euro e altre 3 su fornitura e potenziamento attrezzatura e mezzi.
Se alcuni ricevevano soldi e altre risorse senza tante finezze burocratiche, «molte associazioni, pur ricomprese nelle determinazioni di affidamento dei fondi, a distanza di anni non hanno mai ricevuto le somme impegnate. Alle stesse non è mai stata fornita alcuna spiegazione. Molte associazioni lamentano un sistema che ostacolerebbe l’iscrizione delle stesse nell’elenco regionale per il regolare accreditamento».

FAVORITISMI, DOVE SONO I CONTROLLI?
Mentre nei confronti di chi riceve «non esiste alcun controllo esercitato dalla Regione Lazio – denunica Santori – in merito all’utilizzo in via esclusiva dei mezzi ed automezzi concessi all’associazioni di Protezione Civile per i soli usi e fini delle stesse, con esplicito divieto all’uso promiscuo ovvero a livello privato o addirittura per aziende private. Non esiste altresì alcun controllo, nemmeno formale, in merito al chilometraggio effettuato dai predetti mezzi, posto che la Regione Lazio accetta nell’ambito della rendicontazione la voce “carburanti utilizzati”. Risultano essere stati avvistati dei mezzi di Protezione Civile in cantieri privati».
Il Consigliere parla anche di «un tentativo di ostacolare o escludere alcune associazioni di Protezione Civile che maggiormente lamentavano l’assenza di sostegno da parte della Regione Lazio e che denunciavano da tempo un sistema non trasparente per la ripartizione delle risorse». E quindi, «diverse associazioni non sono state mai attivate né coinvolte dalla sala operativa regionale», spiega il denunciante.

SICUREZZA BALLERINA
Massima stima, ripetiamo, a chi si prodiga nell’associazionismo della Protezione Civile e ai bravi funzionari che senz’altro sono la maggioranza. Ma nel contesto descritto dalla denuncia emergerebbero anche possibili falle nella macchina degli interventi e dei soccorsi. Nel servizio AIB  (anticendio boschi aereo), afferma il Consigliere Santori, «sulla base di una ricerca fatta da un ispettore Enac e da un avvocato, sarebbe emerso del materiale comprovante gravi violazioni delle regole dell’aria e dell’appalto». Un appalto AIB della Regione «sarebbe stato redatto su misura» per una certa società elicotteristica «e firmato dal Dott. Fegatelli nel 2009». Fegatelli, per la cronaca, è l’ex dirigente regionale arrestato a gennaio 2014 nell’àmbito della scandalo rifiuti “Cerronopoli”. Ci sono poi il caso della base per elisoccorso pizzicata con l’equipaggio del servizio antincendio  assente ingiustificato o quello dell’elicottero usato per altre attività anziché per spegnere roghi.
E la distribuzione di kit antincendio boschivo per la sicurezza personale dati senza tenere conto dell’effettivo numero degli operatori?
Più in generale, diverse associazioni disponibili  24 ore su 24 in tutto il territorio del Lazio con tanto di convenzione ufficiale, non sarebbero in realtà mai state attivate né coinvolte dalla Sala operativa regionale. Come mai? In qualche nubifragio, si racconta nella querela, invece di attivare chi aveva mezzi ad hoc, attrezzature idonee e idropompe e aveva sede vicino alle aree colpite, hanno chiamato altre associazioni non solo più lontane ma persino sprovviste di pompe idrovore necessarie a prosciugare i siti allagati! Tra i tormentoni dei politici c’è la sicurezza. Ebbene, in mano a chi sta e come viene gestita la delicata macchina dei soccorsi nel Lazio?

Fonte notizia:Ilcaffè.tv

Cambio al vertice della Protezione civile, arriva Curcio: “Perfetta continuità con linea precedente”

curcio_fabrizio_adnE’ l’ingegner Fabrizio Curcio, ex direttore dell’Ufficio emergenze della Protezione Civile, il nuovo capo del Dipartimento. A dare l’annuncio in conferenza stampa è stato il prefetto Franco Gabrielli, capo dipartimento uscente e ora nuovo prefetto di Roma.

“Il dipartimento della Protezione civile resterà quello di oggi, di ieri e di domani” ha detto Fabrizio Curcio, in una dichiarazione di piena continuità con la gestione Gabrielli. “Le problematiche sono identiche – ha aggiunto, dopo aver ringraziato il presidente del Consiglio e il suo ex capo Gabrielli – ci sarà perfetta continuità” con una “conduzione che è stata chiara, lineare e trasparente: mi inserisco in questa linea di piena continuità, conscio che il sistema della Protezione civile è ben orientato”. Una continuità, ha concluso, che proseguirà anche nei confronti dell’informazione “come è stato fino a oggi”.

Fonte notizia adnkronos

Gli incubi del capo della Protezione civile Gabrielli, il Vesuvio e il terremoto in Calabria

L’area Flegrea è la più a rischio nel mondo per l’altissima concentrazione di popolazione, Stiamo aggiornando piano evacuazione anche via mare’

Oscar:Sorrentino, grazie Fellini, Maradona, Scorsese

Gabrielli, i miei incubi sono il Vesuvio e il terremoto in Calabria

“Ho due incubi notturni, il Vesuvio e il terremoto in Calabria. Sono queste le aree con maggiore criticità dal punto di vista della protezione civile”. Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, a margine di un incontro in Campidoglio sul terremoto dell’Aquila. “Il Vesuvio e la zona dei Campi Flegrei – ha osservato il capo della protezione civile – sono l’area più rischiosa al mondo, non tanto per la pericolosità del vulcano in sé, ma per la concentrazione delle popolazione”. Gabrielli ha spiegato che “il piano di evacuazione è stato aggiornato nel 2001 e lo stiamo riaggiornando in questi giorni. Dovrebbe prevedere l’evacuazione di quasi un milione di persone in 72 ore, con una parte anche via mare. E potrebbe essere pronto quest’anno”.

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A Ostia apre la prima ‘bau beach’ del mare di Roma

a-ostia-apre-a-la-prima-bau-beach-del-mare-di-romaOstia – A Ostia ha aperto i cancelli la prima ‘bau beach’ del mare di Roma. La notizia sta rimbalzando in rete in queste ore. Contenti i proprietari dei cani che non dovranno arrivare fino a Maccarese, nel vicino comune di Fiumicino, dove da ormai una decina di anni fa è stata inaugurata la prima spiaggia dedicata ai quattro zampe e ai loro amici umani. Lo spazio, che si trova in prossimità del primo cancello vicino ad un fosso di bonifica, il canale Pantanello o Palocco sulla spiaggia di Castelporziano, non consentirà però di far fare il bagno ai cani in quanto vi è il divieto di balneazione a causa dell’inquinamento della foce. L’area, di circa 150 metri, dopo essere stata individuata, era stata approvata dal municipio X lo scorso mese di febbraio nel corso del consiglio municipale. A denunciare la situazione era stata nei giorni scorsi l’associazione Earth, che nel 2014 aveva fatto ricorso al Tar nel 2014 contro l’ordinanza del comune di Roma che vietava ai proprietari di cani l’accesso in spiaggia da maggio a settembre, elevando in caso di mancato rispetto del divieto multe tra i 50 e i 300 euro.

Il giudice, a luglio 2014, aveva accolto il ricorso dell’associazione ambientalista. La sentenza imponeva al Campidoglio di individuare una porzione di spiaggia adatta a portarvi i cani. “Peccato che su quel tratto di spiaggia perduri da anni il divieto di balneazione, come attestano anche le ordinanza del sindaco che si sono succedute negli anni. Quella parte di litorale è infatti attraversata da un canale contenente numerosi colibatteri fecali come constatato dall’Arpa, pericolosi per la salute di animali e persone”, aveva precisato Earth. L’assessore ai lavori pubblici e al litorale Antonio Caliendo, da parte sua, aveva dichiarato che “essere riusciti finalmente a donare un pezzo di spiaggia agli amanti degli animali è una grande conquista”, aggiungendo che “i cani comunque non potrebbero, per legge, farsi il bagno ma la spiaggia sarà dotata di tutti i comfort per il loro benessere” e che “il bando per l’affidamento ad un’associazione è già pronto per essere approvato”. Il delegato degli animali del Municipio X, Matteo Signori, interpellato, su questa vicenda ha preferito non pronunciarsi.

La delibera è stata approvata dal parlamentino lidense il 12 febbraio scorso.  “Finalmente dopo l’affidamento provvisorio dello scorso anno, Roma Capitale avrà un’area da dedicare agli amici a quattro zampe – ha spiegato Eliseo Franzese, presidente della commissione ambiente e litorale del Municipio –. La spiaggia sarà fruibile durante la stagione balneare, la cui apertura sarà disciplinata da un’ordinanza del sindaco di Roma, Ignazio Marino. Sarà attrezzata con strutture a noleggio che saranno mobili e dunque rimovibili alla fine della stagione balneare. Non sarà prevista, invece, nessuna attività legata alla somministrazione”.

Fonte notizia: OstiaTv

Ex Dazio Via Ardeatina, niente Protezione Civile. “Ringraziamo la Cattoi”

Ex Dazio Via Ardeatina, niente Protezione Civile. “Ringraziamo la Cattoi”

Bloccato l’iter che avrebbe permesso all’ex Dazio di via Ardeatina di ospitare il Polo della Protezione Civile. Per il Municipio VIII si tratta dell’ “ennesimo atto di arrogante centralismo della Giunta Capitolina”

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Sfuma il sogno di dotare il Polo della Protezione Civile del Municipio VIII di una sede operativa adeguata. L’ ex Dazio, situato all’incrocio tra via Ardeatina e via di Tor Carbone, resta terra di nessuno. O meglio, non sarà più la sede dei vari gruppi di volontari che operano nel territorio municipale.

LA DELUSIONE DEI VOLONTARI – L’area, occupata di frequente, era già stata perimetrata con una serie di new jersey in cemento. All’interno dovevano trovarvi posto i mezzi del Polo di Pronto Intervento. “Proviamo grande  amarezza ed una profonda delusione – ha commentato il Presidente della Brigata Garbatella –  E’ un’altra sconfitta del volontariato e dei cittadini, quindi di quelle persone che mettono a disposizione il proprio tempo libero quando Roma Capitale va sott’acqua o quando c’è bisogno di assistere la popolazione. Fortunatamente abbiamo un ufficio di 3 metri quadrati che il Municipio ci ha messo a disposizione. Lo dobbiamo condividere con 50 volontari e tre associazioni. Ma almeno – ironizza Bartolomei –abbiamo una sede”.

LA LUNGA VICENDA – Non è soddisfatto neppure il Municipio per questa scelta. “Si ringrazia di cuore l’Assessora al Patrimonio Cattoi e l’intera Giunta capitolina per l’ennesimo atto di arrogante centralismo che comporta gravi ripercussioni negative per l’intero territorio” premette il Presidente Andrea Catarci, che poi ricostruisce la vicenda. “La storia parte da lontano. Dopo un lungo iter, lo scorso anno il Municipio ha preso in carico l’area, in stato di degrado con cumuli di rifiuti e accampamenti di fortuna. Abbiamo proceduto alla bonifica della zona, al posizionamento di una recinzione e di un cancello nel cortile di pertinenza nonché alla demolizione di un prefabbricato abusivo adibito ad attività commerciale. Quindi – prosegue il racconto – abbiamo firmato  un protocollo di intesa con le associazioni di Protezione civile Millennium, Brigata Garbatella e il Gruppo Volontari dei Sommozzatori, al fine di fare di quegli spazi un punto di riferimento per gli interventi di tutela del territorio e in particolare per il contrasto alle emergenze ambientali. Tutto sembra procedere per il meglio. Poi  il Dipartimento del Patrimonio rinviene un verbale di consegna dei locali all’AMA, per la realizzazione di bagni pubblici in occasione del Giubileo del 2000″.

A RISCHIO OCCUPAZIONE – Eppure, i problemi non sono arrivati dall’azienda municipalizzata “Malgrado l’AMA si dichiari immediatamente disponibile a restituire gli spazi, essendo venuta meno la funzione a servizi igienici ed avendo peraltro disdetto le relative utenze, il Dipartimento ha posto il veto al progetto perseguito dal Municipio, bloccando tutto e rifugiandosi nella comoda posizione di nullafacente”. C’è poi un rischio, che Catarci sottolinea. ” Proprio in questi giorni si ripropongono le situazioni del passato, con uso improprio del territorio e questo determinarà la necessità di numerosi interventi futuri per riportare la situazione alla normalità”. Dunque la struttura, senza presidio della Protezione Civile, potrebbe tornare alla mercè di eventuali occupazioni. C’è poi un altro tema, non secondario: il Municipi aveva scommesso su quel progetto. Peraltro ” l’articolo 68 del Regolamento Decentramento Amministrativo prevede la titolarità degli Enti municipali su tali immobili”. Ma evidentemente non è stato sufficiente, perchè ormai è chiaro che il Polo di Protezione Civile, non troverà più posto nei locali dell’ex Dazio.

Fonte notizia RomaToday.it

Roma Teatro Mongiovino:”LA PROTEZIONE CIVILE SIAMO ANCHE NOI”

DSC_0003Si è svolta, Sabato 21 Febbraio 2015 presso il teatro Mongiovino a Roma Organizzata dal raggruppamento cooordinamenti regionale del Lazio dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo, Prociv italia e Fe.P.I.Vol (Federazione Pronto Intervento del Volontariato) un’assemblea straordinaria, che ha visto coinvolti quasi 300 volontari di diverse organizzazioni di protezione civile della Regione Lazio, per ribadire l’appartenenza del volontariato al sistema integrato di protezione civile ed affrontare tematiche legate alla vita e alle condizioni degli operatori. E’ intervenuto il nuovo Direttore dell’agenzia regionale del Lazio, Dr. Gennaro Tornatore, lo stesso ha potuto verificare che le organizzazioni intevenute si sono dimostrate determinate e compatte nell’affrontare le diverse tematiche che preoccupano il mondo del volontariato.
All’ordine del giorno si sono affrontati i seguenti argomenti:

• Nuovi criteri di erogazione dei contributi regionali e trasparenza nell’erogazione
• Ruolo attivo dei volontari al sistema integrato di protezione civile
• Formazione ed addestramento
• Esercitazioni di protezione civile
• Servizio di protezione civile di Roma Capitale
Il tema che piu stava a cuore alle associazioni, e stato incentrato nel sottolineare che i futuri fondi da assegnare alle associazioni, siano destinati con maggiore trasparenza ed omogeneità, al fine di garantire la possibilità di poter acquistare mezzi ed attrezzature per affrontare le emergenze nel territorio in cui si opera.

Si è inoltre discusso sulla possibilità di ritiro e riassegnazione di beni strumentali di proprietà della Regione Lazio, dati in comodato d’uso ad alcune associazioni.

La Regione Lazio si è resa disponibile, (come già ha iniziato a fare) ad organizzare corsi di formazione rivolta ai volontari al fine di far crescere la loro professionalità. Il volontariato, se pur ben addestrato ed organizzato, ribadisce con fermezza che non intende sostituirsi al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nel soccorso tencnico urgente; ma intende collaborare al loro fianco laddove ve ne fosse bisogno.

Si è accennato inoltre che da “voci di corridoio” si vorrebbe istituire il gruppo Comunale di Roma Capitale. Così facendo, le associazioni che fino ad oggi hanno operato durante i grandi eventi e le emergenze che hanno colpito il territorio di Roma, hanno il timore di non essere piu impiegati. Contrari a questa cosa, il volontariato propone al Direttore dell’ufficio di Roma Capitale ed all’Assessore competente, di stipulare apposite convenzioni con le associazioni del territorio, al fine di risparmiare ingenti somme per l’acquisto di mezzi, attrezzature, dispositivi individuali di protezione, formazione, accertamenti medici e quant’altro previsto dalla vigente Legislatura, in quanto tutto ciò è già disponibile attaverso le organizzazioni che fin d’oggi hanno operato per la protezione civile capitolina. Si auspica perciò l’apertura di un tavolo con le Istituzioni per la discussione di questo argomento.
L’assemblea si conclude con la dimostrazione, che il volontariato di protezione civile è presente, motivato e compatto ed affonterà con fermezza il proprio ruolo, al fine di mettersi a disposizione delle istituzioni e del cittadino.
Ufficio comunicazioni carabinieri.net

PROTEZIONE CIVILE: AL VIA LA FORMAZIONE PER OLTRE 1.200 OPERATORI E VOLONTARI

pro_civileAvviato il nuovo Piano formativo rivolto sia al personale dell’Agenzia che agli operatori delle 420 associazioni di volontariato iscritte negli elenchi della Regione

27/01/2015 –  L’Agenzia regionale di Protezione Civile, in collaborazione con l’ Agenzia per lo Sviluppo delle Amministrazioni Pubbliche (ASAP),  ha avviato il nuovo Piano formativo rivolto sia al personale dell’Agenzia che agli operatori delle 420 associazioni di volontariato iscritte negli elenchi della Regione.

Da questa settimana partono 25 edizioni da 8 ore del corso “Sicurezza del volontariato”. Saranno coinvolte almeno 900 unità  e l’obiettivo è la tutela della salute e della sicurezza degli operatori di Protezione civile che operano sui diversi contesti e scenari emergenziali  con attività di soccorso di supporto e assistenza alla popolazione: dai  terremoti alle alluvioni.

Al via anche la terza e la quarta edizione del corso di “Elicooperazione”. Durerà 8 ore, coinvolgerà oltre 200 volontari di protezione civile e consentirà agli operatori di comprendere come operare negli scenari di emergenza di antincendio boschivo (AIB) che prevedono l’impiego dell’elicottero. Si terrà al centro polifunzionale di Caprarola.

Si è già tenuta la seconda edizione del corso “Tecniche di gestione dei campi d’accoglienza”, che ha coinvolto in totale 70 operatori volontari. Il corso ha avuto luogo nella sede della Direzione Regionale del Lazio e nella Scuola di Formazione Operativa dei Vigili del Fuoco di Montelibretti, dove i corsisti si sono avvalsi anche della professionalità nell’allestimento dei campi si soccorso dei vigili del fuoco.

Il piano formativo dell’Agenzia di protezione civile ha avuto inizio nei mesi di novembre e dicembre 2014  con la realizzazione di due edizioni del corso “Tecniche ed interventi sui beni culturali” e ha coinvolto almeno 70 volontari che hanno potuto acquisire le tecniche e le procedure per la rimozione, la catalogazione, l’imballaggio e il trasporto delle opere d’arte dagli edifici pregevoli per arte e storia lesionati da evento sismico.

“Con questi corsi coinvolgeremo oltre 1.200 operatori con l’obiettivo di creare una base comune di conoscenze, di capacità, di modalità operative, di procedure condivise, consentendo, in tal modo, agli operatori volontari di protezione civile di acquisire competenze sempre più qualificate  – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: questo per poter operare nel modo migliore e in piena sicurezza negli scenari emergenziali in cui sono chiamati ad operare e per assumere una migliore consapevolezza del ruolo della Protezione Civile nella società”.

Allerta Meteo Lazio e Roma: da domani forti rovesci e temporali, il bollettino della protezione civile

primo-piano_allerta-meteo Lazio copiaAllerta maltempo domani pomeriggio nel Lazio per 36 ore. “Il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento di Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse con indicazione che dal pomeriggio di domani e per le successive 24-36 ore si prevedono sul Lazio ‘precipitazioni a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Si prevedono inoltre venti forti dai quadranti occidentali , con rinforzi sino a burrasca forte e con mareggiate sulle coste esposte“. Il Centro Funzionale Regionale ha emesso un avviso di criticità idrogeologica nelle Zone di Allerta del Lazio: codice giallo su Roma, Appennino di Rieti, Aniene, Bacini Costieri Sud e Bacino del Liri. La Sala Operativa Permanente ha emesso l’allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Permanente al numero 803.555″.

Allerta Meteo anche a Roma

“A seguito dell’allerta diramata dal Sistema di Protezione Civile Regionale, si informa che dal pomeriggio di domani, giovedi’ 29 gennaio, e per le prossime 24-36 ore, si prevedono sul Lazio precipitazioni a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensita’, frequente attivita’ elettrica e forti raffiche di vento. Si prevedono inoltre venti forti dai quadranti occidentali, con rinforzi fino a burrasca forte e con mareggiate sulle coste esposte”. Lo comunica in una nota la Protezione Civile di Roma Capitale.

“Paga o il virus distruggerà il pc”: ora gli estorsori chiedono il riscatto

Da Cryptolocker a Cryptowall, privati e aziende sono sotto scacco di software che rubano documenti privati. Si infiltrano attraverso pagine trappola e chiedono di pagare in bitcoin per riavere il materiale sottratto

di RICCARDO LUNA, REPUBBLICA.IT

050836765-bf4f8335-0061-4cef-91bd-b49edd8853f3INIZIA tutto con un messaggio anonimo. Come nei sequestri di persona. Dice più o meno: il tuo computer è stato sequestrato, tutti i documenti sono stati criptati e verranno distrutti se non paghi subito un riscatto. Attenzione: non in euro o in dollari ma in bitcoin, la misteriosa moneta elettronica che garantisce un anonimato assoluto. La somma richiesta varia ma in questo momento un privato cittadino se la cava  –  si fa per dire  –  con circa 600 euro: “circa” perché la quotazione dei bitcoin varia moltissimo e c’è il rischio che dal momento della conversione dei soldi a quello del versamento il valore sia mutato considerevolmente e che occorra provvedere ad una integrazione. Di corsa, però. Il tempo viene scandito da un orologio con il conto alla rovescia: di solito ti danno 72 ore per obbedire al ricatto e poi, zac!, il tuo computer viene svuotato di tutto come una zucca ad Halloween. Nel messaggio ci sono poi alcune varianti che ricordano moltissimo le dinamiche dei sequestri di persona. Tipo: “Qualunque azione farai per decifrare da solo i documenti comporterà la distruzione di tutti i file”. Oppure: “Se vuoi la prova che siamo in grado di restituirti i file integri, possiamo mostrartene cinque a scelta”. La foto di compleanno dei tuoi bambini o un documento bancario riservato diventano così lo strumento per rompere gli indugi: pagare!, e sperare che i malfattori siano di parola e inviino la chiave per decifrare i documenti e tornarne in possesso.

Sembra la trama di un film e invece è tutto vero: tenetevi forte perché il 2015 nel digitale sarà anche l’anno dei sequestri di computer (e di telefonini, come vedremo). Per la rete si aggira una mandria di trojan ( non è una battuta, tecnicamente si chiamano così). I loro nomi sono diversi (Cryptolocker, TorrentLocker, Cryptowall) ma fanno la stessa cosa: entrano di soppiatto nei nostri personal computer, di solito tramite finti allegati mandati da mittenti sconosciuti o fasulli; eludono i controlli degli antivirus e rapidamente criptano tutti i documenti. A quel punto parte la trattativa usando una rete Internet parallela che garantisce anonimato a prova di National security agency.

Si chiamano ransomware, software per il riscatto, e sono l’ultima moda anche se non sono una novità assoluta. Un anno fa l’Europol annunciò trionfalmente di aver smantellato la gang che teneva in scacco l’Europa: il capo era un 27enne russo di stanza negli Emirati Arabi; gli altri erano russi, ucraini e georgiani che agivano dalla Costa del Sol, in Spagna. Ma evidentemente quella brillante azione non è bastata, anzi, se il solo Cryptowall 3.0 negli ultimi 100 giorni avrebbe raccolto 30 milioni di dollari. Ieri per esempio, su Twitter, il bollettino di guerra era impressionante: Cryptowall ha cancellato l’intera libreria musicale di una piccola radio del Michigan e preso in ostaggio tre studi legali in British Columbia; nel frattempo si registrava un “attacco massiccio” di Cryptolocker in Sud Africa, Olanda e paesi nordici; mentre Torrentlocker impazzava in Australia e Nuova Zelanda (220 mila dollari in un mese, pare). Torrentlocker è lo stesso trojan che in ottobre ha infestato gli obsoleti personal computer di alcuni comuni italiani. Il sindaco di Bussoleno, per esempio, avrebbe deciso di pagare cosa che la città di Detroit negli Stati Uniti non ha fatto ma il prezzo del riscatto in quel caso era decisamente alto: 800 mila dollari. Ben fatto!, secondo il Centro reclami per crimini informatici del Fbi ma anche in questo caso, alla linea della fermezza si contrappone quella delle trattative: lo sceriffo di una contea del Tennessee ha ammesso di essersi piegato a Cryptowall per riavere 72 mila referti di autopsia, foto di scene del crimine e testimonianze. Come dargli torto?

Le ultime versioni dei ransomware sono particolarmente raffinate e prendono di mira i telefonini con il trojan che si nasconde in un link curioso su Facebook e Twitter o in una applicazione scaricata fuori dai circuiti ufficiali: secondo gli ultimi dati sarebbero alcuni milioni i telefonini già colpiti. Intanto il “servizio clienti”, chiamiamolo così, è molto migliorato: pagare è diventato più facile e alla fine i malfattori ti chiedono di dire a tutti i tuoi contatti sui social network che davvero hai riavuto i tuoi file, insomma che sono stati di parola. Infine va tenuta d’occhio la versione porno che agisce sul senso di colpa di molti navigatori maschi: in questo caso il messaggio che ti arriva afferma che sei stato beccato a visitare siti pornografici con minori e che puoi riavere il controllo del tuo computer solo pagando una multa altrimenti le prove finiscono alla polizia postale. In qualche caso però è provato che è lo stesso trojan a mettere le prove “false” della navigazione su siti pedopornografici come è accaduto ad una 12enne americana che ha avuto il telefonino “sequestrato” e ha denunciato tutto. In ogni caso, vale sempre la regola: occhio a cosa cliccate in rete.

Fonte notizia repubblica.it